Nuoto: Francesco Bettella «Tre argenti che mi danno la spinta giusta per Rio» Versione stampabile


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«Sono stanchissimo. Il viaggio di ritorno è stato impegnativo, tra scali e attese dei voli, ma sono molto soddisfatto». Ha di che esultare Francesco Bettella che a Funchal, in Portogallo, ha conquistato tre titoli di vicecampione d'Europa nei 200 metri stile e nei 50 e 100 dorso. È in lizza per rappresentare l'Italia a Rio e confida: «Questi Europei erano una prova in vista delle Paralimpiadi: lì troverò gli stessi avversari, sono tutti europei, in particolare i primi due, ucraini. Questi tre argenti fanno bene sperare. Sono contento per i tempi: arrivavo da due anni di pausa dalle gare importanti. Mi sono fermato nel 2014 e 2015 per dedicare più tempo allo studio e ora che sono ripartito posso dirmi soddisfatto di aver migliorato i tempi di Londra.
È un gran buon segno, significa che il lavoro svolto finora è positivo. Da settembre scorso ho ripreso gli allenamenti quotidiani: prima mi limitavo a due appuntamenti a settimana, per non perdere la sensibilità. Nelle prime settimane la fatica era veramente tanta, soprattutto per riprendere i ritmi. Óra il peggio è passato e nelle ultime settimane mi sono sentito davvero bene». Il Bettella ingegnere ora ha un appuntamento accavallato all'altro: a luglio si laureerà di nuovo in Ingegneria (discuterà la magistrale). «Non è facile conciliare allenamenti e tesi, è stato abbastanza impegnativo gestire entrambe le cose, ma ormai vedo la fine. A luglio mi toglierò il pensiero degli studi e poi per due mesi mi dedicherò esclusivamente al nuoto».
Per quanto riguarda le convocazioni ufficiali, non ci sono ancora. «La federazione aspetta altre gare. A fine maggio il Campionato di società a Ugnano porterà alla convocazione dell'80-90 per cento della squadra azzurra», spiega il nuotatore padovano, «Poi l'ultima valutazione sarà fatta a Berlino, a metà giugno. Non ho ancora l'ufficialità, ma con questi tempi sono tra i migliori insieme a Morlacchi, Boni e Morelli». Pensando a Rio, che emozioni vive questo ragazzo? «Sono molto belle: ho esordito a Londra, pertanto ho superato il timore del debutto, ma l'Olimpiade è pur sempre la massima aspirazione per uno sportivo e l'idea di lottare per la medaglia, come sulla carta appare ora, è ancora più stimolante». Bettella osserva anche come sia cambiata la
percezione dello sport paralimpico. «C'è molta più attenzione, anche perché abbiamo più mezzi a disposizione: questi Europei sono stati aggiornati in tempo reale. C'è molto più interesse. È una situazione impensabile fino a pochi anni fa e ci fa molto piacere>

Fonte : Il Mattino di Padova di C. Chinello



10/05/2016

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