Paratriathlon: LA TESTIMONIANZA. Michele Ferrarin ha un braccio immobilizzato, ma trionfa nelle prove Ironman in tutto il mondoVersione stampabile


immagine sinistra

«Lo sport mi permette di avere degli obiettivi che vivo con la stessa motivazione che mi accompagna da quando, ancora ragazzino, ero uno dei ranisti più forti a livello nazionale». Una carriera precoce da campione ha portato il veronese Michele Ferrarin a vestire una maglia giovanile internazionale e a partecipare a molti Campionati italiani. Arriva il lavoro, il tempo si riduce ma non si ferma per lo sport e nel 1993 Michele comincia a praticare Triathlon quasi per diletto. Nel 1997, a 27 anni, arrivano le prime avvisaglie di un inaspettato indebolimento dell'arto sinistro. Incominciano gli accertamenti e solo nel 2009 arriverà la diagnosi di un'atrofia muscolare spinale progressiva. In corsia o in acque libere, così come in bici, era diventato tutto più difficile, così matura la decisione di una lunga pausa agonistica, durante la quale Michele continua comunque la sua vita da sportivo grazie al ruolo di allenatore della squadra "Berner Verona Triathlon", di cui egli stesso fa parte. Un giorno, durante uno dei tanti allenamenti, Michele si cimenta in una nuotata con i giovani atleti e capisce che, anche con un braccio solo, può farcela ancora. Così, con il consenso dei medici, decide di recuperare il tempo perduto. Nel 2010, assieme alla inseparabile moglie, triatleta e allenatrice come lui, partecipa alla prova Ironman a Klagenfürht in Austria ed entrambi ottengono ottimi risultati al punto che, nel 2011, affrontano un'altra sfida Ironman a Nizza, in Francia. «Mentre mi allenavo per quest'ultima prova», racconta Michele, «è nata la possibilità di fare nuoto paralimpico in vista delle Paralimpiadi di Londra. Ho superato le selezioni e così, dalla distanza Ironman, sono passato ai 100 metri rana in piscina, 100 delfino e 200 misti. Nel frattempo ho continuato gli allenamenti da triatleta e, dopo l'esperienza inglese, sono volato in Nuova Zelanda per il Mondiale di Paratriathlon, dove ho ottenuto un buon 4° posto. Dopo gli impegni intensivi dell'anno scorso, mi sono preso un po' di tempo per riposare e poi ho deciso di dedicarmi solo al Triathlon. Il 2013 mi ha già regalato molte soddisfazioni: ho vinto la prova internazionale di Besançon in Francia, lo scorso maggio; ho portato a casa un 2° posto alla Coppa del Mondo di Madrid, il 2 giugno e, lo scorso 15 giugno, ad Alanya in Turchia, ai Campionati europei di Paratriathlon ho vinto l'oro: in 1h e 9 minuti ho percorso 750 metri a nuoto, 20 chilometri di bici e 5 chilometri di corsa». La storia di Michele si intreccia indirettamente con quella del non vedente Fabio Lotti in un pomeriggio durante un corso di nuoto del ragazzo. «Mia moglie Isabella, tecnico della squadra CSS delle piscine Montebianco», racconta Michele, «ha proposto a Fabio di entrare nella squadra di paratriatleti da lei stessa coordinata, che rientra nel progetto Triathlon nato in virtù della recente affiliazione della società di San Michele alla Federazione Italiana Triathlon. Con Fabio gareggia per il momento il diciannovenne Manuel Marson. L'obiettivo è quello di creare un gruppo sempre più numeroso e di puntare a un "sogno", le Paralimpiadi di Rio nel 2016». M.C.C.

Fonte: L'Arena



10/07/2013

Accesso WebMail

Utente:
Passwd:

Calendario Nazionale Eventi

<<  Gennaio  >>
LMMGVSD
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031

Superabile
IpcEpc
© 2010 - Comitato Italiano Paralimpico