Belluno: «In città troppi ostacoli per i disabili»Versione stampabile


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«Belluno a misura di disabili? C'è ancora molto da lavorare ». La denuncia è arrivata da un disabile d'eccellenza, Renzo Colle, 74 anni, da 52 in carrozzina, paraolimpionico e presidente per Belluno dell'Associazione nazionale guida legislazione handicappati e trasporti (Anglat). La tradizionale «Fiera di San Martino», che ha richiamato in città migliaia di persone, ha infatti riservato parecchi disagi per chi è costretto a percorrere le strade del centro storico in carrozzina. Primo e non ultimo la ricerca di un servizio igienico attrezzato o di un parcheggio facilmente raggiungibile e segnalato. Unici posti noti per i primi - e non così facilmente conosciuti per chi proviene da fuori - sono rimasti quelli della Crepadona (dove dopo un po' di attesa venivano consegnate le chiavi per accedere ai servizi) e quello in stazione dei treni. Pochi i locali in cui il bagno sia facilmente accessibile ad una sedia a rotelle.

Il fatto è che a Belluno, «se una persona è in carrozzina, non ha idea quali siano i posti dove è sicuro di poter accedere ai servizi igienici o dove andare a parcheggiare. Sarebbe molto utile una cartina che segnala i punti di interesse per chi è disabile - spiega Colle -, ma andrebbe bene una anche a pagamento». Colle domenica si è incrociato per caso davanti porta Dante con Pierantonio Peterle, anche lui in sedia a rotelle. Entrambi con lo stesso problema. Trovare un servizio igienico comodo e, soprattutto, attrezzato. «Ci si arma di pazienza e si va in Crepadona. Non ci sono molti altri posti - racconta senza polemica, ma con rammarico Colle -. Basti pensare che chi arriva da Cortina d'Ampezzo o dal Cadore fa sosta al centro commerciale Mega per approfittare dei servizi». E di esempi ce ne sono tanti altri. «Se c'è bisogno di andare all'Ufficio patenti in via sant'Andrea bisogna telefonare, perchè non si può sostare sotto lo stabile (anche perchè non c'è spazio per le manovre). O ancora alcuni marciapiedi hanno lo scivolo solo da una parte». Insomma, c'è ancora da lavorare sull'idea di città «sensibile». E proprio del tema della smart city (le città intelligenti) aveva parlato, con interesse e buoni propositi, il neo assessore all'Urbanistica, Franco Frison, quando ha fatto ingresso nella giunta di Jacopo Massaro.

fonte:Il corriere del Veneto



20/11/2013

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