Il resoconto della nazionale di Paratriathlon e il PROGETTO TRIUNOVersione stampabile


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Esordio stagionale per l'attività della squadra nazionale di Paratriathlon.
Sabato 18 gennaio presso la piscina Montebianco di Verona sono stati convocati 16 atleti dal DT Simone Biava per continuare l'attività di valutazione funzionale degli atleti iniziata lo scorso dicembre, stavolta con un focus incentrato sulla frazione ciclistica. In collaborazione con il tecnico di ciclismo, Fabrizio Tacchino, sono state valutate le diverse qualità muscolari di base degli atleti e le qualità organiche attraverso un protocollo di test specifici. Dopo le prove, gli atleti sono stati impegnati in una seduta tecnica di nuoto terminatosi con una "staffetta mista" con i ragazzi della squadra agonistica CSS.
Domenica 19 grazie al supporto di Marco Bardella e Antonella Giusti ideatori, in collaborazione con il Padova triathlon e YouAble Onlus, del Progettotriuno, e Isabella Zamboni per gli atleti della categoria TRI 1 è stata effettuata una seduta tecnica con le wheelchair che vengono utilizzate nella frazione podistica. Particolare attenzione è stata prestata sull'assetto e la postura per la competizione, e sulle tecniche di spinta.
Il prossimo raduno di preparazione degli atleti d'interesse nazionale paratriathlon, sarà nuovamente a Verona dal 15 al 16 febbraio, in quell'occasione nella giornata del 16 febbraio si aggiungerà il primo PIT stagionale aperto a tutti i paratriathleti.

IL PROGETTO TRIUNO:
L' obiettivo è quello di far progredire le capacità tecniche degli atleti che chiederanno di aderire al nostro progetto, organizzando, in collaborazione con la Federazione Italiana Triathlon, dei raduni a loro dedicati.
Durante questi raduni verranno svolte importanti attività formative a costo zero per gli atleti, mettendo a loro disposizione idonee strutture per il lavoro (piscine, palestre, piste d'atletica o percorsi dedicati e sicuri).
Anche il coinvolgimento degli stessi tecnici federali dello specifico settore (Fitri) oppure di singole specialità (nuoto, handbike e carrozzina olimpica), sarà orientato verso il puro e semplice volontariato, certi dell'entusiasmo che metteranno a disposizione nell'esporre ad una nuova categoria di atleti la loro comprovata conoscenza sportiva.

L'idea di base c'è, ha uno scopo iniziale ben preciso ma anche una meta ambiziosa, che è quella di formare e portare atleti competitivi già alle prossime paralimpiadi di Rio 2016, dove il paratriathlon farà il suo debutto assoluto come disciplina olimpica.


http://www.progettotriuno.org/

FONTE: FITRI

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22/01/2014

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